Lessate le patate senza sbucciarle. Sgocciolatele, pelatele ancora calde e passatele allo schiacciapatate. Amalgamate il ricavato con la farina, l’uovo intero sbattuto e un pizzico di sale. Impastate velocemente formando un composto sodo. Prendendone poco alla volta formate dei piccoli filoncini, tagliateli in tanti pezzetti della lunghezza di circa 2 centimetri e fateli scivolare sulla grattugia dal basso verso l’alto premendoli leggermente. Lo gnocco acquisterà così la caratteristica lavorazione utile a far aderire nel modo migliore il sugo alla superficie.
Il condimento è a piacere: burro fuso e parmigiano; sugo di pomodoro e parmigiano o gorgonzola fuso.
Per saperne di più
A Verona la tradizione di questo piatto, robusto e delicato insieme, affonda le radici nel XV secolo. A quel tempo veniva offerto ai "sanzenati", gli abitanti del quartiere di San Zeno. La gran sagra dello gnocco cade il “Venerdì gnocolar”; per l’occasione gnocchi e gnocchetti sono distribuiti gratuitamente per le vie dei quartieri storici della città sotto l’alta direzione del "papà dello gnoco", incontrastato sire del Carnevale. Per la ricorrenza, in ogni famiglia veronese è usanza consumare come primo questo piatto e poi finire il pranzo con fritole (frittelle), galani e vino.
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