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I biscotti del Lagaccio
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DI IL CUCCHIAIO D'ARGENTO
I biscotti del Lagaccio
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ESECUZIONE RICETTA
MEDIA
TEMPO PREPARAZIONE
60 MIN

 

 
TEMPO COTTURA
40 MIN
CALORIE
83 CALORIE

 

 
I biscotti del Lagaccio
ESECUZIONE RICETTA
MEDIA
TEMPO PREPARAZIONE
60 MIN

 

 
TEMPO COTTURA
40 MIN
CALORIE
83 CALORIE

 

 
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INGREDIENTI
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  ALTRI INGREDIENTI
• 650 g di farina bianca
• 200 g di zucchero semolato
• 150 g di burro
• 50 g di lievito di birra
• 15 g di semi di finocchio
• sale
INGREDIENTI
• 650 g di farina bianca
• 200 g di zucchero semolato
• 150 g di burro
• 50 g di lievito di birra
• 15 g di semi di finocchio
• sale
PROCEDIMENTO
Sul piano di lavoro disponete a fontana circa 150 grammi di farina, al centro versate il lievito diluito con poca acqua tiepida. Impastate unendo altra acqua tiepida, fatene un panetto, copritelo, deve lievitare fino a raddoppiare il volume. Nel frattempo, disponete a fontana la restante farina, unite un pizzico di sale, al centro versate 125 grammi di burro fuso a bagnomaria, unite lo zucchero, i semi di finocchio e il panetto lievitato.

Impastate lavorando energicamente la pasta che, come consistenza, deve essere abbastanza morbida, fatene una palla, infarinatela e lasciatela lievitare fino al raddoppio del volume.

Schiacciate la pasta con le mani per sgonfiarla, lavoratela un poco, dividetela in quattro e modellate ogni parte a filone. Imburrate la placca del forno, adagiatevi i filoni e lasciateli riposare al tiepido per circa 15 minuti.

Cuoceteli in forno caldo a 200° per circa 20 minuti.

Ritirateli, lasciateli a riposo per un giorno poi tagliateli a fettine alte un centimetro, allineatele sulla placca del forno e fatele biscottare a 200°. Conservate i biscotti in un vaso di vetro a chiusura ermetica.

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FONTE
Questa ricetta è presente sul libro "Il Cucchiaio d'Argento Cucina Regionale"
 
PER SAPERNE DI PIU'
Questi biscotti prendono il nome dalla omonima valle tra i colli di Oregina e Granarolo. Nel 1539 l’ammiraglio Andrea Doria, ottenuta dal Governo la concessione delle acque piovane e sorgive, vi fece “nascere un lago artificiale che la popolazione non esitò a definire lagaccio”, in quanto non naturale. E il nome finì per battezzare la zona e i biscotti che un giorno qualche pasticciere inventò.

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