Lo straordinario delle castagne è che nella loro innata semplicità possono trasformarsi in marrons glacés. Raggiungendo così i vertici di una raffinatezza dolciaria cui si addice soltanto la vicinanza di una violetta candita. Nel loro splendore i marrons glacés (cari come diamanti) celebrano l’elogio della castagna un tempo pranzo, cena e consolazione dei poveri montanari oggi scesi in città.
Ma in fatto di dolci, la duttilità della castagna è tale da diventare per Il Cucchiaio d’Argento anche una supercrema o un meraviglioso rotolo stretto intorno a un ripieno di burroso mascarpone. Comunque, le castagne non sono solo pasticceria, si prestano anche come primi piatti, saporiti contorni o interessanti ripieni: amano ammorbidirsi nel brodo di una inusitata zuppa mescolate a legumi o trasformarsi in sapidi gnocchi alla crema di formaggi stagionati; amano nascondersi o far da corona alle grasse oche e ai monumentali tacchini. Infine, non mancano di arrostirsi nei padelloni neri dal fondo bucato sul fuoco dei fornelli di casa o agli angoli delle strade dove si offrono, fumanti e profumate, dentro un cono di stropicciato giornale.
Un tempo, davanti alle scuole, in attesa dell’uscita degli alunni, stazionavano i salutari venditori ambulanti di castagnaccio! Sono proprio scomparsi! Ecco, allora, per i nostri gentili visitatori, unita alle altre, anche la sua squisita ricetta.