Gli invitanti sono tanti? Nessuna preoccupazione: “Il cocktail buffet e il pranzo in piedi risolvono in modo brillante, moderno e divertente, il problema” si leggeva nella prima edizione de Il Cucchiaio d’Argento uscita in libreria nel marzo del 1950.
Da allora, in pratica, non si sono trovate migliori alternative. Quel che invece cambia di continuo è la scenografia e i sapori che ne fanno parte. Così Il Cucchiaio d’Argento per il suo Ferragosto Buffet è andato oltre alla variegate torte rustiche, oltre alle gettonatissime tartine, oltre ai panettoni gastronomici, oltre alle spaghettate insuperati piatti-salvataggio per chi si ritrovasse a organizzare un buffet all’ultimo momento. E, alla fine, nove sono i piatti, diciamo un po’ studiati, disposti sul buffet.
Tre scelte d’antipasti: attiranti spadini di pecorino dolce, uva bianca e olive verdi, poi polpettine in due versioni, fritte ai gamberetti e di vitello in agrodolce.
Due i primi piatti: la soave crema di fagioli cannellini e gl’imperdibili maltagliati al crudo di peperoni e tonno.
Due le pietanze: il saporito misto di rucola- bocconcini di vitello-fettine di formaggio e un altro, sì, di fettuccine di seppia con le uova di trota in salamoia!
Due i dessert: un sapore di ieri, la torta con le fragole e un sapore di oggi, il gelato alla liquirizia. Buon Buffet!