#Neffatuttogas e la disfida del risottissimo. - Appunti di Gola

#Neffatuttogas e la disfida del risottissimo.

Pubblicato il: 31 gennaio 2017

Argomenti: Notizie

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L’incontro tra “Chicchi di riso” – volume de Il Cucchiaio d’Argento dedicato a risi e risotti di cui sono indegno curatore – e Neff ha originato la tempesta perfetta: un nuovo modo di cuocere a gas, ideale per le molte esigenze di fiamma del riso, con il calore erogato per quantità discrete e non con il tradizionale manopolone continuo. La conseguenza è stato un road show che ha attraversato l’Italia gastronomica incontrando in quattro tappe le protagoniste di altrettante avventure.

Parlo di 4 blog di cibo ma non solo, anzi di tutto ciò che ruota attorno al cibo: 4 blogger (di più come vedremo, per tutta precisione) che hanno accompagnato la Neffmobile  in piccoli tour curiosi in altrettante città: Milano, Modena, Firenze, Salerno.

A conclusione di una giornata di chiacchiere & assaggi, ho lasciato le protagoniste con un piccolo compito: quello di realizzare un risotto a sentimento, purchè fosse rispettata la regola dei tre ingredienti di volta in volta scelti autoritariamente e antidemocraticamente da chi scrive. Ora finalmente vediamo gli elaborati delle ragazze e li commentiamo, per una volta svestendo i panni del “contest” gastronomico e facendo quattro chiacchiere attorno al riso.

MILANO – Wearelovers | Verza, salsiccia e formaggio forte

lovers

 

Alessia, Vicky e Lucia si sono affidate a mamma Loretta per realizzare un riso potente e appagante: realizzazione tradizionale con soffritto completo di tutti gli ingredienti, cottura con il brodo, finitura con burro e grana. Il risultato è interessante, anche se il riso è un po’ sgranato: ma riserviamo le cento frustate al brodo di dado. Piuttosto un brodo vegetale (si fa in mezz’ora) o anche semplice acqua salata. Ma complimenti per la generosità della porzione.

MODENA – Profumo di cannella e cioccolato | Gamberi, mandarini, timo

vale

Valentina per la verità è di Piacenza: la meno emiliana delle città emiliane. Però realizza una bella immagine con il piatto di riso impreziosito da visioni d’autunno. Anche qui risotto con soffritto e brodo, ma vegetale: il filosofo potrebbe obiettare che con le teste dei gamberi si poteva ottenere un fumetto per concentrare ancora di più il sapore di mare. I gamberi – Valentina ha scelto quelli piccoli e rosa – sono immessi a metà cottura e il succo di mandarino alla fine: io avrei atteso anche per i crostacei. Bella composizione, con un’area di miglioramento: le fettine di mandarino stanno meglio pelate al vivo. Nota di merito per la mantecatura leggera, pur fatta con burro ma senza formaggio, e sono d’accordo.

FIRENZE – Valdirose | Porro, Cavolo Nero e Melagrana

irene

Irene realizza il suo riso nella charmosissima cucina del suo B&B alle porte di Firenze, e lo valorizza con una seducente scenografia shabby: le immagini parlano. Scegli di tostare il riso nel burro e verdura, bagnandolo con brodo vegetale di solo porro: bene! Niente sfumatura, e bene anche qui: la vibrazione acidula sarà appaltata alla melagrana, giusto! Buona la tecnica di frittura, alternativa meno sporchevole all’immersione (il cavolo nero tende a schizzare parecchio in frittura) e giusta anche l’idea di aggiungere le “chisp” solo alla fine assieme alla melagrana. Risultato elegnatemente rustico: unico appunto che questo è più un riso che un risotto, a fare i pignolini.

SALERNO – Farina lievito e fantasia | Scarola, ceci e Provolone del Monaco

ramona

Ramona raccoglie la sfida, schivando leggermente il bersaglio, e prepara un riso in forma: non proprio un risotto, insomma, ma uno “zuccotto” di scarola. Anche Ramona tosta il riso nel soffritto, porro e pancetta in questo caso, sfuma con il vino bianco e manteca alla fine con burro e provolone. Prepara una salsa di ceci aiutandosi con una patata – che io avrei omesso, la polentina di ceci è già “ricca” e setosa – lo presenta in una scena natalizia, realizzata con molta cura. È a questo piatto che va la mia preferenza, seppure per un’incollatura.

Piace molto lo spirito con cui è stata accolta la sfida: per giuoco ma anche sul serio. I piatti sono realizzati con meticolosità e sono tutti ben presentati, secondo procedimenti corretti, passibili solo di lievi perfezionamenti. Come dev’essere la cucina: anarchica e conviviale. Una cucina che unisce nella passione e nel divertimento, senza dogmi e con tutta la libertà della creazione.

Dunque, avanti #atuttogas!

 

2 Commenti a #Neffatuttogas e la disfida del risottissimo.

  1. Irene scrive:

    Quante buone ricette mi riprometto di riprovarle tutte… salsiccia e verza sono tra i miei ingredienti preferiti ( dopo il Cavolo nero ovviamente )

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