Coulèe de Serrant, '2 - Appunti di Gola

Coulèe de Serrant, ‘2

Pubblicato il: 16 giugno 2017

Argomenti: Vino

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Tutti sanno tutto di Joly, del suo approccio olistico alla biodinamica, del suo credo, del suo anticipare i tempi. Noi qui tra le risaie della bassa pavese ci limitiamo a fare un risotto con il Marsala e le mele, e a stappare questa bottiglia epica che per due ore si farà leggere solo con interrogativi. Mai ferma mai doma.

Apre la discussione con quel colore d’oro zecchino, con quella folgore di miele di castagno, con quell’andare screanzato e impertinente: il naso atteso parlerà di tante cose asciugate e concentrate, come ipotesi d’albicocche, e datteri, e torroni serii, e croccanti appena riformati. Accenti importanti che richiamano la surmaturazione ma senza esasperazioni o esagerazioni: c’è il ricordo di muffe nobili come di vinsanti di pasticceria come di colombe e panettoni sfornati da qualche giorno.

Poi l’assaggio, che nelle cento volte che porti il bicchiere non sarà mai uguale, versicolore e cangiante: irresistibilmente enigmatico e poi spudoratamente dichiarato, succoso e vivo.

Non c’è cosa nel piatto che non lo accolga, dagli arrosti volatili ai prodotti da forno, dai risotti piccanti al pesce seriamente integro. Bevuta epica.

coulee di serrant 2002 - 01 copia

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